Neve permettendo, si ricomincia a macinare chilometri. Assieme a Roberto Buonasorte, capo dell’organizzazione del partito, gireremo a partire da questa settimana tutta Italia per mettere a punto la mobilitazione per la manifestazione che La Destra terra’ a Roma sabato 3 marzo.
Dal male nasce il bene, dice l’adagio popolare, e crediamo che sara’ possibile intensificare il numero dei pullman e delle iniziative nel territorio per portare ancora piu’ gente nella Capitale rispetto a quella prevista per il 4 febbraio scorso.
Si comincia da due delle federazioni del Lazio, Frosinone e Latina, i cui dirigenti incontreremo giovedì pomeriggio nel capoluogo ciociaro. Venerdì saremo a Napoli per vedere i dirigenti campani e quelli della Basilicata nella mattinata, per poi correre a Bari, dove incontreremo i dirigenti pugliesi.
Sabato riunione in Abruzzo con i dirigenti locali e quelli del Molise in mattinata, e nel pomeriggio nelle Marche. Domenica Sardegna.
Si ricomincera’ la settimana successiva, con Rieti e Viterbo lunedì 13.
Settimana dopo settimana, fino al 26 febbraio, incontreremo praticamente tutta la dirigenza del partito nelle sedi periferiche. E’ una maniera per ringraziare quanti ogni giorno si sacrificano per il partito senza chiedere nulla; vale davvero la pena di guidare un movimento fatto da gente così. Ne sono davvero orgoglioso.
E il 3 marzo dovremo essere tantissimi. Ora vengo io da voi. Poi vi aspetterò a Roma.
Povera Italia, viene da dire a scorrere le cronache dettate dalla neve. E povera Roma, aggiungerei, a leggere lo smarrimento del sindaco che, se un errore ha commesso, e’ stato quello di voler apparire a tutti i costi come il risolutore. Ma non ha risolto, ha polemizzato, si e’ beccato un mare di critiche.
Ma quel che piu’ mi indispone, come cittadino di Roma, e’ il silenzio incredibile di un uomo assolutamente insensibile come il presidente del Consiglio dei ministri. Ormai, Monti vive solo di spread e ignora tutto quello che accade al di fuori dell’economia finanziaria. Tra venerdi’ e ieri il suo Paese era in ginocchio, ma lui stava a Monaco, alla conferenza sulla sicurezza. E mentre il maltempo furoreggiava sull’Italia, se ne e’ uscito con una sconcertante banalita’: “quanto è successo purtroppo è avvenuto e quindi era possibile che avvenisse”.
Ecco, mi sento preso in giro e non credo di meritarlo, come tutti gli italiani. Soprattutto quando il premier aggiunge che bisogna prevenire. Di grazia, chi ha questo compito? Il cittadino che paga le tasse o chi le tasse le intasca?
Poi se penso che queste cose il premier le ha detto solo davanti a un microfono che qualcuno gli ha messo sotto il naso, ovvero senza il bisogno di diramare una nota ufficiale per informare il Paese su che cosa stesse eventualmente facendo il governo – evidentemente, niente – la rabbia sale ancora di piu’.
Sicuramente ci sono stati errori di Alemanno, ma almeno il sindaco stava in trincea, pur in una confusione indicibile. Ma il presidente del Consiglio non si e’ degnato neppure di vergare un comunicato stampa. E’ il segno di una insensibilita’ sconcertante. Ma lui se lo puo’ permettere, i media lo coccolano, nessuno lo critica….
Oggi sono intervistato da Gloria Sabatini su Il Secolo d’Italia. Sulle colonne del quotidiano spiego approfonditamente i motivi che ci hanno portato, per senso di responsabilità, a rinviare al 3 marzo la manifestazione contro il governo Monti che si sarebbe dovuta tenere oggi nella Capitale.
Non potevamo, infatti, mettere a repentaglio l’incolumità di migliaia di persone che da tutta Italia avevano deciso di raggiungerci per unirsi al grande corteo tricolore contro l’esecutivo delle tasse, ma l’appuntamento è solo rinviato di quattro settimane.
Quel sabato 3 marzo saremo ancora di più in piazza per chiedere la sovranità popolare, economica e politica nel nostro paese, e non mancheranno certamente ulteriori motivi di protesta contro questo esecutivo: dal patto europeo, che deve necessariamente passare per un referendum popolare, alla grande questione del lavoro, alle tasse o la legge elettorale.
Cliccando sull link successivo sarà possibile leggere l’intervista
Un po’ di telefonate, uno sguardo negli occhi, responsabilita’: non possiamo esporre la nostra gente al rischio di un viaggio pericoloso, soprattutto al ritorno, sulle strade ghiacciate di queste terribili e freddissime giornate. Cosi’ e’ maturata la decisione di sospendere la manifestazione nazionale di domani a Roma, a causa del maltempo che sta devastando l’Italia e prenotare di nuovo lo stesso percorso per sabato 3 marzo, quando al centro dei guasti prodotti dal governo Monti ci saranno le tensioni sociali prodotte sul tema del lavoro e saremo alla vigilia dell’infausta firma del trattato europeo di bilancio.
Ma a pesare sulla nostra decisione è stato anche il sindaco di Roma, che ci ha rivolto un significativo appello a rinviare il corteo “viste le condizioni di maltempo crescente fra oggi e domani”. Alemanno ha espresso l’auspicio di evitare “disagi non solo per i manifestanti ma anche per la città di Roma, essendo evidente la portata della manifestazione”.
Ho visto il segretario cittadino di Roma, Dario Rossin, col responsabile dell’organizzazione, Roberto Buonasorte, e il capo della segreteria politica, Gabriele Limido, e abbiamo convenuto di rispondere responsabilmente e positivamente all’appello rivolto dal sindaco di Roma. In piazza ci torniamo appunto fra quattro settimane, il 3 marzo.
Non c’e’ neppure da esprimere rammarico. E’ vero che da tutta Italia c’e’ gente che vorrebbe comunque mettersi in marcia, e questo e’ davvero commovente. Ma una classe dirigente responsabile ha il dovere di riflettere. E ci sono, in queste ore, almeno due elementi su cui ragionare. Il primo e’ legato alle centinaia di pullman e mezzi privati che avremmo sottoposto davvero al pericolo; il secondo e’ che nel mezzo di quella che in queste ore si sta dimostrando una vera e propria emergenza nazionale non avrebbe molto senso urlare in piazza per le dimissioni del governo. Cambia poco se lo si fa tra quattro settimane. Quattro settimane non ci restituiscono la democrazia negata; non ci ridanno la gragnuola di tasse che ci stanno colpendo all’impazzata; non rasserenano le categorie massacrate dalle liberalizzazioni di cartone che hanno risparmiato i monopoli; non rendono pubblica Bankitalia; non frenano gli appetiti di Angela Merkel e non rendono meno suddito Mario Monti rispetto agli eurocrati che ci strangolano dalle banche continentali.
Saremo ancora di piu’, sabato 3 marzo. Ripartiamo con la catena di facebook e con la nostra meravigliosa organizzazione. E, come si dice, alla fine sara’ piu’ bella la nostra vittoria.
Storace e Buonasorte in tutte le regioni
In vista della manifestazione del prossimo 3 marzo a Roma, stabilito un calendario di incontri con le segreterie regionali e le federazioni delle province del Lazio, per verificare in corso d’opera i preparativi verso quell’importante data che ci vedrà sfilare nella Capitale.
Di seguito gli incontri calendarizzati con me e Roberto Buonasorte:
Mercoledì 8 – pomeriggio: Federazioni di Frosinone e Latina congiuntamente
Venerdì 10 – Campania e Basilicata al mattino; Puglia nel pomeriggio
Sabato 11 – Abruzzo e Molise congiuntamente al mattino; Marche nel pomeriggio
Domenica 12 – mattina Sardegna; pomeriggio Sicilia
Lunedì 13 – mattina Rieti e Viterbo a Roma o in loco congiuntamente
Venerdì 17 – Calabria mattina
Sabato 18 – Toscana mattina; Emilia pomeriggio
Domenica 19 – Liguria: mattina; Piemonte: pomeriggio
Lunedì 20 - sera Federazione della provincia di Roma
Venerdì 24 – alle 18 Federazione romana
Sabato 25 – Veneto mattina con Friuli e Trentino; Lombardia pomeriggio
Domenica 26 – Umbria mattina
Questa mattina, a partire dalle ore 7.50, sarò ospite della trasmissione Omnibus, su La7.
Parlerò dei temi di maggiore attualità politica e di cronaca del nostro Paese, e spiegherò quali sono i motivi della nostra contrarietà al governo delle banche, per riconquistare la sovranità popolare, politica e monetaria degli italiani, e chiedere di staccare la spina a questo esecutivo.
Insieme a me in studio ci saranno gli onorevoli Rocco Buttiglione (Udc), Leoluca Orlando (Idv) e Osvaldo Napoli (Pdl) con i quali avrò modo di confrontarmi su queste tematiche e far conoscere le posizioni de La Destra.
Qualcuno avvisi Bruno Vespa che la dignita’ ha ancora un valore. E che non mi piace essere preso in giro. Soprattutto perché’ rappresento una comunita’ che non intendo far offendere da chi pensa di essere il padrone della nostra agenda.
Ho comunicato al mio capoufficio stampa che non ho alcuna intenzione di partecipare a Porta a Porta, la carita’ televisiva questo tipo di Rai può tranquillamente farla a qualcuno altro.
Mi spiego: verso la fine dello scorso anno, mi chiamano dalla redazione di Porta a Porta per avvisarmi che a gennaio mi inviteranno. L’inconsueta premura era dovuta al fatto che avevano invitato qualche leader della sinistra radicale. Mi chiedo che sara’ successo per essere diventati cosi’ gentili….
Poi, qualche settimana fa, si ricordano della promessa e mi fanno sapere che sarei dovuto andare lunedì della scorsa settimana. Modifico l’agenda – non ho aerei di Stato – litigo con un paio di dirigenti territoriali per i quali gli impegni programmati nei loro comuni valevano piu’ di una trasmissione con milioni di ascoltatori, costruisco l’evento su Facebook. A poche ore dalla trasmissione, un paio di giorni prima, mi avvisano che era rinviata….
Scambio di messaggi piuttosto pepati con Vespa (non voglio riferire le sue gentilezze), ulteriore lite con i dirigenti territoriali che nel frattempo avevano giustamente disdetto gli impegni che avevo fatto saltare grazie all’invito a Porta a Porta; e ieri la beffa: “Onorevole, viene lunedi prossimo?”. Ovvero, si sono ben guardati dal farmi parlare della manifestazione di sabato prossimo; hanno accuratamente evitato di anticipare l’evento, non si sa mai….
Da luglio 2007 esiste La Destra. Se la mia agenda non inganna, in questi quasi cinque anni ci dovrei essere stato sei volte, due da parlamentare fino all’aprile 2008, e da allora ad oggi quattro volte.
Circa un milione di persone fa riferimento al nostro movimento politico, e pagano inutilmente il canone.
Vespa prenda in giro qualcun altro. Tengo famiglia, ma non tengo bisogno.
Oggi sono intervistato da Enrico Paoli per Libero, e spiego anche dalle colonne di questo autorevole quotidiano il punto di vista de La Destra rispetto al governo Monti, al ruolo attuale del Pdl, soffermandomi sulla legge elettorale e sulle politiche della Capitale in vista del grande appuntamento che ci vedrà protagonisti tra tre giorni.
Sabato 4 febbraio a Roma, infatti, sfileremo per chiedere al Popolo della Libertà di staccare la spina all’esecutivo delle tasse, ribadendo la nostra assoluta convinzione per la garanzia del bipolarismo nel nostro Paese, e facendo riferimento ad alcune posizioni del sindaco Alemanno che giudichiamo sconvenienti per un uomo che si dice di centrodestra.
Cliccando sul link successivo sarà possibile leggere l’articolo di Libero.
Oggi, sulle colonne de Il Messaggero, parlo della grande manifestazione del prossimo 4 febbraio a Roma contro il governo Monti.
Nell’intervista spiego quali sono i motivi che ci porteranno a scendere in piazza tra quattro giorni, dalla necessità di riconquistare la sovranità popolare economica, politica e finanziaria, al nostro no a un governo di banchieri e tecnici che non abbiamo scelto, fino alla richiesta al Pdl di staccare la spina a questo esecutivo.
Il popolo italiano non può accettare vessazioni continue dal governo delle tasse, e per questo ci ritroveremo sabato da piazza Esedra a piazza Bocca della verità per manifestare il nostro dissenso, anche contro le attuali politiche su mobilità e sicurezza del sindaco Alemanno.
Cliccando sul link successivo sarà possibile leggere l’intervista de Il Messaggero.
Oggi, sulle colonne de Il Tempo e su quelle de Il Giornale, ho avuto modo di parlare della grande manifestazione popolare che La Destra ha organizzato per il prossimo 4 febbraio.
Su Il Tempo, a firma Susanna Novelli, spiego dettagliatamente le motivazioni che ci porteranno a scendere in piazza: sovranità economica, popolare e politica. E approfondisco alcune tematiche come quella relativa alle prossime elezioni amministrative della Capitale, facendo cenno anche alla scomparsa dell’ex presidente della Repubblica, oscar Luigi Scalfaro.
Stesso tema dal quale inizio l’intervista su Il Giornale, a firma Roberto Scafuri, in cui partendo dalla mia dichiarazione di ieri quando l’ho definito il peggiore presidente che ricordi, facendo riferimento alla sua faziosità e al ribaltone del 1994, parlo della sovranità popolare tradita e dell’attuale condizione italiana per cui sabato sfileremo in corteo.
Cliccando i link di seguito si potranno leggere le due interviste.
l responsabile nazionale dell’organizzazione del partito, Roberto Buonasorte, fa il punto della situazione verso il corteo del 4 febbraio.
Ad una settimana esatta dalla grande mobilitazione tricolore che terremo sabato 4 febbraio a Roma contro il governo delle tasse, siamo molto soddisfatti per il crescente entusiasmo che monta intorno all’evento.
Il sito appositamente creato www.4febbraio.it e’ stato letteralmente preso d’assalto, avendo contato circa 50.000 accessi in pochi giorni.
I pullman organizzati dalle federazioni provinciali del partito, ad oggi hanno superato quota 110, ma pensiamo ragionevolmente di arrivare almeno a 150.
Lo striscione d’apertura del corteo – continua Buonasorte – rechera’ la scritta ” SOVRANITA’ MONETARIA ” ad indicare cioe’ che per La Destra la questione prioritaria e’ quella della lotta ai poteri forti, in primis quello delle banche.
Almeno tre telecamere del partito riprenderanno, sin dal mattino, tutta la fase di preparazione della manifestazione; il montaggio del palco, il corteo, e naturalmente il comizio finale che il segretario nazionale Francesco Storace terra’ nella splendida cornice di piazza Bocca della verita’.
Ai militanti e simpatizzanti provenienti da ogni parte d’Italia, verranno distribuite le bandiere del partito e per chi vorra’ anche quella tricolore che abbiamo provveduto a far stampare in alcune migliaia di esemplari.
Ogni federazione provinciale esporra’ in corteo il proprio striscione, non da meno sara’ l’impegno dei ragazzi di Gioventu’ Italiana che certamente si distingueranno per la gioia che accompagnera’ i loro canti.
Non solo militanti e simpatizzanti, stiamo infatti ricevendo adesioni da moltissime categorie: dagli avvocati agli agricoltori, dai tassisti ai farmacisti …
Alcuni dirigenti, inoltre, stanno selezionando gli slogan che verranno scanditi tra i tanti che ci stanno suggerendo attraverso l’apposita pagina creata su facebook ” proponi il tuo slogan per il 4 febbraio “.
Infine, distribuiremo cappellini, fischietti, magliette e tante altre sorprese che verranno utilizzate per far ricordare a tutti come quel sabato 4 febbraio a Roma, dopo tanto tempo, sara’ tornata in piazza quella Italia di Destra che qualcuno voleva far dimenticare.
Scorrono i chilometri fra Gorizia e Treviso, fra Belluno e Verona, fra Trento e Bolzano in questo weekend con La Destra del nordest, ma la testa e’ lì, a sabato prossimo, quando una marea tricolore invaderà le strade di Roma. Assieme a Roberto Buonasorte, impareggiabile capo dell’organizzazione del partito, contiamo i pullman, le bandiere, gli striscioni. Nessuno può avere la benché minima idea di che manifestazione sarà, anche se dal sito www.4febbraio.it qualcosa si comincia a percepire.
Per noi, per il nostro movimento, il corteo di Roma può rappresentare il salto di qualità definitivo. Nella mia agenda di questi quattro anni sono messi in fila 653 eventi, piccoli e grandi, inclusi i congressi di Roma e Torino, la Costituente, il corteo di Napoli del 2009 e ancora Roma, 6 novembre 2010. Mai, però, oltre qualche migliaio di persone. Questa volta saremo molti e molti di più, sfileremo da piazza della Repubblica – che molti di noi, nostalgicamente…. chiamano piazza Esedra – fino a piazza Bocca della Verità per il comizio finale che terrò assieme a Giovanni Centrella, segretario dell’Ugl.
Confesso la ma emozione nel pensare ad una giornata che resterà a lungo nei nostri cuori, tutti potremo scrivere nel nostro diario, su Facebook, ovunque, io c’ero….
C’ero, c’eravamo, alla manifestazione che segnerà la rinascita della destra italiana, come nei nostri anni più belli. Questa volta a chiedere democrazia, sovranità monetaria e Italia in piedi di fronte alle prepotenze europee. Ci candidiamo a diventare il movimento della dignità nazionale, al fianco delle categorie offese dai ministri del governo delle banche.
Siamone consapevoli, siamone orgogliosi!
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Credo che da parte di tutti ci voglia più serietà nell’affrontare i problemi reali di questi giorni, perché non si può “sparare” contro chi protesta. In questo modo non si va da nessuna parte.
Gli autotrasportatori hanno detto che a ottobre avevano protestato e non furono ascoltati. Ora, se io non vengo ascoltato, a chi mi devo rivolgere? Qual è il campanello che devo premere per poter portare avanti delle questioni?
Aggiungo: quando Monti parla di aumento del 10% del Pil, è certo che si possono aumentare gli introiti per l’Erario. Ovvio, aumento la benzina, l’Iva, l’addizionale regionale Irpef, tratto i pensionati come evasori fiscali, perché l’ufficio postale lo trasferisco a Ginevra visto che il contante non si elargisce più. Eh, ma di fronte a tutto questo la gente avrà diritto ad essere esasperata?
Ecco, sulle pensioni si è fatto lo “scioperetto” generale, perché comunque continua una trattativa: c’è un sindacato che sta lì davanti al governo, e si confrontano. Gli autotrasportatori hanno un altro problema: chi li rappresenta? Chi è che indossa per 5 minuti la loro maglia, e dice: voglio vedere se questa maglia si può pulire o no?! Non si può non parlare con le categorie: è successo coi tassisti, e hanno dovuto bloccare il centro di Roma per essere ricevuti da un funzionario di palazzo Chigi. Questo è gravissimo. Gli avvocati manifestano davanti al Tribunale civile di Roma per il rivendicare il diritto alla specializzazione alla loro professione. Ovvero, si sta proponendo di andare non dall’avvocato più bravo, ma da quello che ti fa risparmiare. No, io voglio andare da un avvocato che mi salva la causa. Voglio poter avere l’affidabilità del professionista. Qui si sbaglia tutto e dicono che è la rivoluzione.
Parlando di Europa, invece: siete sicuri che i cittadini siano così felici di stare in questa Europa? Che sono disposti a mandare giù di tutto? Tra qualche giorno Monti va a firmare un trattato che magari ci imporrà le leggi della Commissione europea: ci diranno che per 20 anni dovremo fare finanziarie da 40 miliardi di euro, e massacreranno la gente col mito dell’Europa.
Noi diciamo basta alla Bce, dobbiamo nazionalizzare le banche centrali, tornare alla forza della nostra moneta. Voglio stare in Europa col pieno della sovranità popolare, della moneta e della politica. Voglio capire se possiamo essere soggetti attivi delle nostre politiche anche in Europa, perché qui stiamo facendo la fine della repubblica italiana di Germania.
Anche per questo il 4 febbraio manifesteremo a Roma.
Questa sera, a partire dalle 20, sarò ospite della trasmissione “Aspettando Santoro” su Teleroma 56.
Durante la puntata, condotta dai giornalisti Giordano Proietti e Luca Pietrafesa, affronterò le maggiori tematiche di attualità politica e di cronaca in relazione all’approvazione del decreto liberalizzazioni varato dal Governo, senza tralasciare la realtà della Capitale, commentando novità ed evoluzioni del quadro politico romano.
Anche in questa sede parlerò della grande mobilitazione del 4 febbraio, spiegando le motivazioni che in quella data ci porteranno a manifestare nella Capitale contro il governo delle banche.
Dalle 8 alle 9.15, sarò ospite su Rai 3 della trasmissione Agorà, condotta da Andrea Vianello.
Con me in studio saranno presenti Paola De Micheli, deputata del Partito democratico; Maurizio Landini, segretario generale
Fiom-Cgil; Giulio Stoppa, vicepresidente di “Trasporto Unito”; Claudio Velardi, esperto di comunicazione, e Giampiero Mughini, opinionista e scrittore.
I temi al centro del dibattito di questa puntata saranno le liberalizzazioni e le proteste contro il governo Monti che stanno attraversando l’intero Paese, interessando diverse categorie della società italiana.
Commenterò le ultime vicende di attualità politica e di cronaca connesse a queste problematiche, rilanciando la grande manifestazione de La Destra del prossimo 4 febbraio a Roma contro il governo delle banche.
Sto dando fondo a molte energie per portare le nostre idee in tutto il territorio nazionale, soprattutto in vista della grande manifestazione del 4 febbraio a Roma contro il governo delle banche. Di recente mi sono recato in Umbria e nelle Marche, poi in Toscana, Liguria, Piemonte e da venerdì 27 tornerò nel settentrione, nel Triveneto, dove mi tratterrò per tre giorni.
Un impegno costante ripagato dall’entusiasmo della gente che affolla gli appuntamenti in cui parlo di tematiche, come il signoraggio bancario, che potrebbero sembrare distanti dagli interessi più comuni, e invece sono legati alla vita quotidiana di tutti noi. I cittadini che incontro mi chiedono di approfondire e continuare in questa battaglia per la riaffermazione della sovranità popolare della moneta e della politica, che si è piegata al volere delle banche. E trovo coincidenza di intenti quando illustro le iniziative del nostro partito sull’introduzione del reato di omicidio stradale, o per l’abolizione del canone Rai. Sono battaglie di giustizia sociale ed equità, sono tematiche che il popolo sente proprie perché lo riguardano da vicino, e ci fa i conti ogni giorno.
E non è un caso se crescono i consensi verso La Destra, e le nostre fila si ingrossano su tutto il territorio, con consiglieri e assessori che decidono di entrare a fare parte della nostra famiglia.
Fitto il calendario di questa tre giorni nel Nord Est italiano, che inizierà venerdì 27, quando a mezzogiorno sarò a Gorizia per un incontro pubblico presso la sede municipale dove presenterò l’assessore comunale Sergio Cosma.
Nel pomeriggio mi recherò a Spilimbergo, in provincia di Pordenone, dove alle 17.30 terrò un convegno sul signoraggio bancario presso l’Hotel President, in via Cividale. Subito dopo, alle 21, sarò ospite della trasmissione “Promesse e Fatti” in onda su Antenna 3.
La seconda giornata di questo viaggio, invece, mi vedrà sabato 28 a Belluno, dove alle 11 presenterò la candidatura a sindaco di Francesco La Grua, presso il centro San Giovanni XXIII, in piazza Piloni. Alle 12.30, poi, avrò un incontro con simpatizzanti e iscritti presso il locale “La Taverna”.
Nel pomeriggio, alle 16.30 sarò ospite a Verona, presso il centro congressi di via Sommacampagna, all’assemblea di Fiamma futura, e alle 19.30 parteciperò alla cena sociale con gli iscritti della federazione locale.
La terza e ultima giornata di questo intenso viaggio inizierà, domenica 29, a Bolzano dove in conferenza stampa all’hotel Alpi illustrerò i motivi della grande mobilitazione tricolore del 4 febbraio. Un’ora dopo, depositerò presso il cimitero di montagna una corona d’alloro al monumento ad Ettore Tolomei, insigne giornalista e politico che della nazione ha fatto il suo credo.
Infine, concluderò questa mia tre giorni a Trento, dove alle 16 terrò un convegno sul signoraggio bancario presso l’hotel Everest.
Un fine settimana intenso ma che sono certo sarà ricco di soddisfazioni per il nostro movimento.
Cliccando sul link successivo sarà possibile consultare la pagina Facebook con il programma del fine settimana in Triveneto
https://www.facebook.com/events/251378788268425/
Clicca qui per vedere il video incorporato.
In questo video, durante un appuntamento organizzato da Marco Corinaldesi, ho avuto modo di affrontare i temi che porteremo alla grande manifestazione del prossimo 4 febbraio.
A partire dal fatto che il nostro è il partito col tricolore più grande del simbolo: ci teniamo più di tutti a quel tricolore. E teniamo più di tutti al popolo italiano. Ecco perché scenderemo in piazza quel sabato 4 febbraio: per sconfiggere la rassegnazione al peggio, e accendere la speranza, perché si rischia di vivere disperati.
Quando in quel giorno i nostri militanti inizieranno ad arrivare da tutta Italia con i tricolori e abbracceranno col sorriso decine di migliaia di romani per iniziare questa bellissima manifestazione, allora tutta Italia avrà capito che non c’è un popolo bue e che sta zitto. C’è un popolo che si sta facendo delle domande.
C’è, infatti, una larga parte di popolo che ha votato Berlusconi nel 2008 che ancora si sta chiedendo perché a palazzo hanno deciso di togliere quello che hanno votato, senza chiedermi il permesso. Perché devo vedere un governo sostenuto da quelli che ho votato io insieme a quelli che ho combattuto io? In Parlamento non c’è opposizione, e meno male che non ci siamo.
In questo periodo abbiamo conosciuto la parola “spread”, e ci avevano detto che dopo Berlusconi tutto sarebbe migliorato: ebbene né cala questo spread, né vediamo il miracolo tanto declamato.
Vedete, prima con un milione di lire si campava, oggi con mille euro si fa la fame. Poi arriva Napolitano, fa senatore a vita Monti, che non avrà problemi di pensione. E che fa Monti? Individua ministri, come Patroni Griffi che compra una casa a due passi dal Colosseo a prezzo irrisorio, e ancora ci abita. Non solo, questi ministri hanno una grande idea: aumentano la benzina, aumentano l’Iva, l’Irpef. E chiedo: quando strangolerete i pensionati ? Visto che li avete trattati come evasori fiscali, costringendoli ad aprire conti corrente per riscuotere la pensione. Se ci fossimo messi insieme tutti noi avremmo fatto una manovra sicuramente più educata, altro che professori dell’università Bocconi!
Ora basta però, e il popolo del 4 febbraio lo griderà. Ma loro invece insistono, e puntano alla crescita: se la prendono con i tassisti, i farmacisti. Però non toccano assicurazioni, banche, energia. E nessuna di queste ultime categorie sfilerà con noi quel sabato 4 febbraio.
Dobbiamo dimostrare di non essere rassegnati a un governo che tra l’altra si impiccia di cose che non lo riguardano, lanciando l’amnistia visto che le carceri sono piene. Se è così, liberatele dei detenuti stranieri e rimandateli nei loro paesi, sicuramente risparmiamo. Poi si sono inquietati al governo perché gli immigrati pagano una tassa sul permesso di soggiorno, e bisogna diminuirla o eliminarla. Noi italiani le tasse le dobbiamo pagare, gli immigrati no. Invece di Equitalia, è come se ci fosse Equimondo. Noi vogliamo che le tasse le paghi chi le deve pagare, chi non le vuole pagare, e magari Equitalia stia più attenta con chi non le può pagare.
Mi chiedono: cade il governo con questo corteo? Magari, l’avremmo fatto ieri. Ma quella manifestazione deve essere talmente affollata per capire a quale interlocutore parliamo, e a lui voglio rivolgermi in nome dei cittadini di questo Paese: deve finire il sostegno a questa sciagurata operazione antipopolare. Voglio poter dire a Berlusconi: stacca la spina a questo governo. Basta con questa avventura, basta con le tasse.
Oppure si può fare altro: si può anche prevedere, alla luce dei 1900 miliardi di debito, che possiamo fare sacrifici. Li chiedano al popolo però, in campagna elettorale. Allora il cittadino apprezza, perché gli dici la verità, e non lo inganni.
In Consiglio regionale, a proposito di costi della politica, abbiamo deciso di presentare una proposta di legge per abolire l’assegno di fine mandato, che deve essere abolito. E poi, visto che la politica guadagna troppo, abbiamo proposto uno stipendio di 5000 euro per i consiglieri: campano bene ugualmente. Basta con i super stipendi della politica. E ho già detto a chi non la voterà questa proposta che dovrà renderne conto al popolo, perché farò i manifesti con la sua foto, e non potrà più prendere voti perché dovrà vergognarsi.
Questa è la nostra destra. Vi chiediamo di credere nei fatti che compiamo: abbiamo rinunciato a stare in parlamento nel 2008 per restare fedeli a un’idea, dopo 4 anni tutta Italia ha scoperto che su Fini avevamo ragione noi, e torto lui. E di questo ne sono orgoglioso.
Anche per questo il 4 febbraio dovremo essere numerosi a quella manifestazione per dare un segnale di grande vita di questo popolo.
In questo video, raggiungibile al sito www.4febbraio.it, viene mostrato il suggestivo itinerario che verrà percorso quel sabato 4 febbraio nella grande manifestazione di popolo che invaderà le strade della Capitale contro il governo delle banche.
Il responsabile nazionale dell’organizzazione del partito, Roberto Buonasorte, ha percorso l’itinerario per far conoscere il tragitto che il corteo percorrerà, spiegando minuziosamente anche le modalità di svolgimento di questo appuntamento tricolore che vedrà partecipare migliaia di persone da tutta Italia.
Da piazza Esedra a piazza Bocca della verità, scendendo lungo via Cavour e percorrendo via dei Fori Imperiali, passando accanto al Colosseo per arrivare poi a destinazione da via dei Cerchi. Lì, in Piazza Bocca della verità, il comizio finale del segretario nazionale Francesco Storace davanti a un popolo di militanti e iscritti de La Destra e del suo movimento giovanile, Gioventù italiana.
Quel giorno in piazza ci saranno anche simpatizzanti dell’Ugl e del Pdl, associazioni, sigle sindacali e gente comune, senza tessera di partito. Una manifestazione dal forte effetto aggregativo e di protesta contro il governo delle banche che nessuno ha eletto, e per riconquistare la sovranità popolare.
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Con Stefania Verruso, segretaria regionale dell’Umbria, ho presentato ieri a Perugia la grande manifestazione del 4 febbraio a Roma contro il Governo Monti. Nel video, che fa riferimento all’incontro con i cronisti a margine della conferenza stampa, ho avuto modo di affrontare i maggiori temi di attualità del nostro Paese.
In primis, il pacchetto liberalizzazioni approvato ieri dal governo, che credo che abbia fatto capire come Monti sembri uno che sta sulle nuvole: ieri ha detto che farà aumentare il Pil del 10 per cento, mentre si sono date botte da orbi alle categorie. Quando si è abituati a vivere nella bambagia non ci si rende conto di che popolo si governa e quale Paese si amministra. Sicuramente a Roma non sfileranno con noi banchieri, petrolieri, gli amministratori delle Ferrovie e delle Poste. Loro non li hanno toccati e questo è molto grave. Non si è capito che più delle categorie vanno smantellati i monopoli.
Per quanto riguarda, invece, quello che sta succedendo al centrodestra, bisogna stare molto attenti, perché se litigano Silvio Berlusconi e Umberto Bossi arrivano i democristiani, e l’Italia si sfascia. La sinistra ha ottenuto, magari con l’aiutino del presidente della Repubblica, di far fuori Berlusconi che comunque ha guidato un governo mai sfiduciato ed eletto dai cittadini. Noi non tifiamo per la rottura tra Pdl e Lega, al di là di simpatie o antipatie: noi vorremmo ricostruire l’alleanza di centrodestra, dove ognuno conterà in ragione dei consensi che saprà conquistare. Ma sarebbe terribile se questa alleanza si rompesse sulle macerie del governo Monti.
Ecco perché con la manifestazione di Roma chiederemo a Silvio Berlusconi di staccare la spina al Governo perché non vogliamo vivere la Repubblica italiana di Germania. Vorremmo un Paese in cui il popolo decide chi governa, invece qui l’hanno deciso altri. Se lo avessero fatto i militari sarebbe stato un colpo di stato. Lo fanno le banche è si chiama governo tecnico.
Dobbiamo, e vogliamo, riconquistare la sovranità popolare e quella monetaria, e la nazionalizzazione della moneta contro ogni forma di signoraggio.
Questo governo ha finito di sfasciare gli italiani e i propri diritti, e vogliamo che ogni firma che andrà ad apporre il premier Monti in Europa passi per un referendum popolare: la ratifica di un Parlamento di nominati a noi non va bene.
Clicca qui per vedere il video incorporato.
Nel video i miei interventi nei telegiornali nazionali in merito a costi della politica e liberalizzazioni. La Destra ha proposto il dimezzamento degli stipendi dei consiglieri regionali per un triennio, portandoli a 5000 euro al mese, e la stessa iniziativa chiede possa essere presa anche in Parlamento, per dare un segnale concreto di vicinanza ai cittadini italiani. In tema di liberalizzazioni esprimiamo invece la nostra contrarietà a quelle che colpiscono taxi e farmacie, mentre chiediamo misure su banche ed energia, due settori sui quali intervenire prioritariamente.
Nell’articolo apparso oggi su Il Messaggero viene dato spazio finalmente alla proposta di legge che, insieme a Roberto Buonasorte, abbiamo presentato al Consiglio regionale del Lazio per la riduzione dei costi della politica.
In particolare, La Destra propone di ridurre per un triennio a 5000 euro netti mensili le indennità dei consiglieri regionali, abolendo per lo stesso periodo di tempo la diaria e i rimborsi, e abrogando l’indennità di fine mandato.
Siamo convinti, infatti, che sia la politica per prima a dover essere d’esempio ai cittadini, soprattutto quando vengono chiesti loro sacrifici motivandoli con il difficile momento economico che l’Italia sta attraversando.
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